2017

IL BAMBINO CHE DORME

acrilico, pastelli a olio, matite colorate, su legno, 70 x 90 cm

Collezione privata

Pensieri sull’Arte pomeridiani

Forse noi artisti, noi pittrici e pittori, non dovremmo parlare di linea, colore, venti secondi, creazione… noi abbiamo il colore, il pennello, dovremmo solo dipingere, lavorare e fare il meglio almeno il meglio che sappiamo fare in quel momento.

Tante volte finito un quadro, cioè quando ho sentito che era finito intuivo vedevo una immagine, e mi dicevo “ma dai un bambino che dorme. Il titolo del quadro sarà il bambino che dorme”, ma vi assicuro che non mi sono avvicinata alla tela pensando “adesso faccio un bambino che dorme”. Quello che facciamo noi, non lo sappiamo, meno che mai se abbiamo ricreato qualcosa, quello se mai lo può dire uno psichiatra, uno bravo però.
Noi possiamo fare ricerca, intima silenziosa, tremendamente umana, e lasciare le parole a chi sa dare un nome alle cose.

Cosi dolcemente ci lasciamo andare a chi prende rapporto con le nostre immagini, sperando che in un fuggevolissimo istante, possa avere una emozione, un rapporto. Ci si può amare ci si può odiare riconoscendosi qualcosa. Magari un suono.

L’artista sconvolto, tormentato, gioioso, alcune volte canta mentre dipinge, stanco ed esausto, gioisce quando abbraccia il suo nuovo bambino da far amare a chi verrà a salutarlo.
Romina



error: Content is protected !!